Gioielli in pietra

Le pietre sono maestri muti, esse fanno ammutolire l’osservatore, e il meglio che si impara da loro non si può comunicare.

Johann Wolfgang Goethe,

Scolpire non è scavare una pietra, è trovare il respiro della vita in essa e rivelarla, a maggior ragione in ogni gioiello vi è una scultura in miniatura. Da sempre, nel mondo della gioielleria, si discute intorno al concetto di “pietra semi-preziosa“, che ho sempre trovato, tuttavia, alquanto singolare. Ma cosa sta ad indicare esattamente questa espressione? Sorge la domanda: esistono, dunque, gemme preziose per un quarto o gemme preziose per tre quarti? Verifichiamo come mai persista il suo utilizzo. Ci sono diverse ipotesi, che spiegano l´origine dell´espressione, o il motivo per cui é stata inizialmente coniata. Certo é che, in passato, solo i top-four, cioé le pietre preziose, per eccellenza, diremmo oggi e vale a dire diamante, rubino, smeraldo e zaffiro, rientravano in questa categoria, appunto, di pietre preziose. Tutte le altre gemme, dopo essere state, comunque, denominate venivano indicate come “pietre semi-preziose.” Secondo altre fonti, venivano definite come semi-preziose quelle gemme difficili da trovare oppure opache, cioé non trasparenti.  Ci si accorge come la classificazione sia fuorviante, se si tiene conto che il diamante sia molto meno raro della tanzanite, ad esempio, che si estrae in una singola area del nostro pianeta o della Emimorfite opaca. Anche il prezzo non può svolgere un ruolo centrale nella differenziazione di pietre preziose o semi-preziose, quali l´alessandrite, la tormalina, l´acquamarina e molte altre gemme, che, a volte, raggiungono un prezzo molto più alto per carato rispetto alle top-four. A mio parere, la definizione di “pietra semi-preziosa” suggerisce comunque un concetto di inferiorità che non rende giustizia alle meravigliose pietre, sia opache o trasparenti, rare o meno rare. Sono d’accordo con Gavin Linsell, che nel suo libro “Gemstone Book” ha giustamente fatto notare che, ma nessuno avrebbe chiamato i propri cari come “semi-cari”. E allora perchè “semi-preziose”? Per me, questo concetto è stato fin troppo utilizzato e deve essere definitivamente rimosso dal mio vocabolario. E dopotutto, io credo che ogni gemma abbia un proprio fascino

Nessuno in pieno possesso delle proprie facoltà mentali parlerebbe dei suoi cari come di creature “semi-belle”: perché, allora, si continua a parlare di alcune gemme come di “gemme semi preziose”? Oggi l’espressione è considerata fuori moda e ingannevole: e ciò perchè sottovaluta quelle gemme e non corrisponde più a una vera espressione di valore.

La pietra di Comiso (come pietra semi-preziosa) è di un pallido colore giallo-oro (accettabile cromaticamente) che al sole acquista un’indescrivibile opulenza: abbastanza tenera per consentire un taglio elaborato, la si può anche lasciare quasi nuda, in modo da dar libero corso al molteplice linguaggio della materia. La pietra di Comiso lavorata dalla Bitwise 4.0 di Comiso, attraverso i bit+bit, che tradotti in macchine cnc realizza un gioiello di alta qualità professionale, oltre che di grande profilo scultoreo. La tecnologia, come lo è stata per la pittura di Andy Warhol negli anni cinquanta del 1900, oggi dà un supporto tecnologico alla creatività artistica, mantenendo il bello dell’eleganza e la possibilità di ottenere un prodotto economico di alto profilo creativo. Il gioiello in pietra di Comiso fatto dalla Bitewise 4.0 rappresenta una novità, nella panoramica nazionale, soprattutto per le piccole dimensioni, difficilissimo oggi farlo realizzare dalla mano umana, per tanto il gioiello di pietra fatto tridimensionale attraverso una scultura tecnologica rappresenta una novità, sia come abbinamento tra pietra di Comiso e argento o oro, sia come bellezza estetica del tutto singolare nella panoramica del gioiello in genere.

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